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La parrocchia di Rassa

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La parrocchia di Rassa, ora dedicata alla Santa Croce, sorge sul luogo di una precedente chiesa cinquecentesca dedicata a san Maiolo. Il culto legato a questo santo, di derivazione francese e ormai poco conosciuto, arrivò in zona grazie all'opera dei monaci cluniacensi legati all'abbazia di San Nazzaro Sesia, proprietari dei terreni sui quali sorgeva la chiesa, dati in affidamento vassallatico alla famiglia Fassola. Questa, di antica origine, sarebbe stata promotrice dell’innalzamento della chiesa, come confermano alcuni atti, tra cui uno datato 1349. 

La parrocchia fu eretta nel 1523, dopo che la comunità ebbe ottenuto l’autonomia con la separazione da Scopello. Già nel 1596 avvenne un primo restauro, effettuato probabilmente anche grazie ai rilievi eseguiti dal Vescovo Bascapè nel corso della sua visita pastorale, durante la quale rimase profondamente colpito dalla semplicità della chiesa. Il 18 maggio dello stesso anno, per decreto vescovile, avvenne inoltre la formazione ufficiale della parrocchia. Nel 1623 la comunità promosse un ampliamento della chiesa, nel frattempo reintitolata alla Santa Croce, e i lavori terminarono verso la metà del Settecento. Tuttavia, a seguito dei gravi danni riportati a causa di uno degli incendi che devastò il paese, si dovette ricostruire, verso metà Ottocento, gran parte della navata. Nei secoli seguenti il monumento venne ulteriormente ampliato e affrescato.

L'edificio si presenta con la tipica pianta a croce latina, dalla quale si diramano quattro cappelle laterali. Tra gli arredi interni meritano una particolare menzione: il tabernacolo ligneo dorato (Cinquecento) posto sull'altare maggiore e un bel crocifisso (Quattrocento), entrambi di autore ignoto; l'ancona lignea scolpita e dorata posta sull'altare di san Maiolo (Seicento), dove è raffigurato il santo in una tela donata nel 1652 dalla famiglia Fassola con, ai lati, due angeli dorati; il battistero, scolpito in legno di noce, che poggia su un basamento di marmo del Mazzucco (località di Rassa nota per questa attività estrattiva). La cappella dedicata alla Madonna del Rosario è invece corredata da quindici eleganti tavolette dipinte. Gli affreschi del presbiterio furono realizzati da Antonio Orgiazzi "il Vecchio" (Settecento) mentre quelli della volta vennero eseguiti da Giovanni Avondo (Ottocento).


All’esterno dell’edificio si possono osservare alcuni manufatti derivanti dalla lavorazione del marmo del Mazzucco. In particolare si segnala una croce pomata, ora posta sopra il portale di ingresso (1583), una scultura in marmo raffigurante Sant’Elena con la Croce e con il segno identificativo dell’autore (1590) e infine una lapide con iscrizione commemorativa. Sul campanile e sul fianco della chiesa sono invece dipinte due meridiane.

San Maiolo e il miracolo

L’origine del culto di San Maiolo e l’istituzione, a Rassa, di una chiesa in suo onore hanno radici profonde, che si fondono con un antico racconto miracoloso, legato alla ricca famiglia Fassola. Nel 1333, il bambino, di nome Pietro, figlio del Viceconte Emiliano Fassola (uno dei tre fratelli che avevano prestato giuramento contro l’eretico Fra Dolcino) e ancora avvolto in fasce, sarebbe infatti stato ritrovato illeso, nei pressi di una fontana lungo la Val Sorba, dopo essere stato rapito nei boschi da un lupo. Da qui, su un terreno della famiglia Fassola, che ne aveva in precedenza assunto patronato, sarebbe stata edificata la prima chiesa dedicata al santo. La scelta sarebbe ricollegabile alla madre, Maddalena Dousol, nobile proveniente dalla Savoia, territorio dove il santo era vissuto quasi 350 anni prima.  

Un dipinto raffigurante San Maiolo, a lungo conservato nella chiesa di S. Antonio e ora esposto nella chiesa parrocchiale di Rassa, potrebbe spiegare un altro collegamento con il miracolo locale, legato alla vita del santo. Due particolari attirano subito l’attenzione dell’osservatore. Il santo si trova infatti in primo piano, su uno sfondo di uno specchio d’acqua (un lago o un fiume che si allarga) chiuso da una costruzione fortificata e percorso da imbarcazioni. Ai piedi dell’abate, inoltre, si può vedere chiaramente un grosso lupo, il quale tiene fra le zampe un bambino in fasce. L’immagine del lupo sarebbe legata a san Maiolo e alla sua famiglia (il padre dell’abate infatti era noto per aver ucciso un feroce lupo), mentre lo specchio d’acqua e le barche dovrebbero rimandare al miracoloso salvataggio dei naufraghi sul fiume Rodano. Il dipinto potrebbe quindi collegare questi simboli del santo con il miracolo che salvò il bimbo della famiglia Fassola. 

All’interno della chiesa parrocchiale di Rassa, in una cappella laterale, l’affresco dedicato al santo e fatto eseguire nel 1812 da alcuni benefattori lo definisce “primus Rassae patronus”. È interessante segnalare però che, prima che Rassa fosse eretta a parrocchia, l'intitolazione della chiesa a San Maiolo non era formalmente accettata dalle chiese matrici (prima Scopa e, successivamente, Scopello), nonostante il paese stesso fosse spesso indicato sulle carte dell’epoca proprio col nome di “San Majolo”. Esse riconobbero infatti sempre alla chiesa il solo titolo di Santa Croce, come confermato anche da diversi atti, tra cui quello del 1492. Con la separazione venne riconosciuto il titolo ufficialmente, anche se per secoli, ogni 11 maggio, si continuò a celebrare la festa di San Maiolo. Oggi di questa si conserva solo un antico ricordo.

San Maiolo dipinto Rassa.jpg

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