
La parrocchia di Balmuccia
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La chiesa di Balmuccia, intitolata a Santa Margherita e divenuta parrocchia nel 1584 quando si separò da Scopa, è probabilmente di antica fondazione, ma le date precise delle sue origini restano ancora incerte. Gli affreschi, emersi nel 1997, durante un intervento di consolidamento degli intonaci, e presenti su entrambe le pareti della navata, ne attestano però sia l’esistenza già nella seconda metà del XV secolo sia la larghezza della navata, identica a quella attuale.
Entro il 1599 venne rifatto il coro di forma ottagonale (poi ulteriormente modificato), mentre prima del 1616 fu costruita la cappella della Madonna del Rosario sul lato nord della navata, dopo che nel 1603 era stata istituita la confraternita omonima. Si aveva intanto già intenzione di costruirne una seconda, poi titolata a S. Marco. Importanti interventi edilizi furono realizzati nel corso del Settecento, proseguiti anche nel primo Ottocento. Le altre due cappelle, intitolate una a Sant’Anna e una a Santa Lucia, e poste una di fronte all’altra, all’inizio della navata, furono realizzate probabilmente dopo la seconda metà del Settecento, ma comunque entro il 1821.
Un particolare curioso, sempre riportato nelle visite pastorali, è la presenza di due piante di noce lungo il lato nord della chiesa, utilizzate per ricavare l’olio delle lampade. Esse però erano state più volte criticate dato che creavano problemi alla struttura e poi, con le loro radici, al cimitero.
La semplice facciata a capanna della chiesa si distingue per il portale d'ingresso, protetto dal protiro sorretto da due colonne poggianti su alti basamenti. All’interno, la chiesa presenta: a destra i Misteri del Rosario dipinti su legno; una tavola raffigurante la "Sacra Famiglia" e "Santa Caterina" conservate nel presbiterio; infine un quadro ad olio raffigurante l’episodio della santa in carcere, pregevole lavoro di Antonio Orgiazzi “il Vecchio”, posto dietro l'altare maggiore.
Sulle pareti della navata sono emersi invece alcuni frammenti decorativi di diverse epoche, ora in corso di restauro. Sono invece leggibili sulla parete nord alcuni dipinti probabilmente appartenenti a un ciclo di santa Margherita, e una Vergine in trono tra due Santi, affrescata molto in alto. Inoltre si intravedono alcuni elementi di un’Ultima Cena, in gran parte perduta per l’apertura di una finestra e per la costruzione di una lesena. Il soggetto è identificabile per l’immagine mutila di una tavola imbandita e per i gesti di alcuni commensali. Essa doveva essere di vaste dimensioni e risale al XV secolo.
Più complessa è invece la situazione della parete sud, dove solo in un frammento più esteso, fra i numerosi emersi, si può identificare la raffigurazione della Messa di san Gregorio, unito ad un’iscrizione, il cui testo risulta però quasi impossibile da leggere. Le poche parole riconoscibili fanno pensare ad una preghiera, incentrata sulla Passione di Cristo, e alla concessione di un’indulgenza.
