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La parrocchia di Alagna Valsesia

Questa pagina è in fase di aggiornamento.

 

Chiunque fosse in possesso di materiale relativo alla Parrocchia di Alagna Valsesia (fotografie, scritti, documenti, testi, ricordi o altre testimonianze) è invitato a condividerlo inviandolo all’indirizzo e-mail parrocchiealtavalsesia@gmail.com.

 

Ogni contributo sarà prezioso per arricchire e custodire la memoria della nostra comunità. Grazie per la collaborazione.

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Il centro di Alagna è dominato dalla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, riconoscibile per l’alto campanile con la caratteristica guglia appuntita. L’edificio fu costruito tra il 1505 e il 1511 e venne successivamente ampliato e rimaneggiato in epoca barocca, assumendo l’aspetto attuale. Sulla parete absidale è visibile lo stemma valsesiano, raffigurante un’aquila posata su due poggi rocciosi con il fiume al centro, accompagnato dalla scritta “Im Land”, nome di Alagna in lingua walser.

La facciata è decorata con affreschi realizzati dai fratelli Avondo nel 1862, che rappresentano la nascita e la decollazione di San Giovanni Battista; sopra il portale principale è raffigurata l’Annunciazione.

 

L’interno, suddiviso in tre navate da colonne in pietra grigia, conserva importanti opere d’arte. Tra queste spicca l’altare piramidale in legno scolpito, dorato e dipinto, realizzato nel 1690 da Guala-Molino di Mollia, articolato in più livelli con scene della vita del santo.

A destra dell’altare si sviluppa il gruppo scultoreo dedicato a San Rocco e San Sebastiano, opera dello scultore Alagnese Giovanni d’Enrico, fratello del più famoso Tanzio da Varallo. A destra trovano posto il cinquecentesco altarolo portatile, emozionante esempio della religiosità locale, e il grande crocefisso ligneo cinquecentescoAlla sinistra dell’altare maggiore, troviamo quello dedicato alla Madonna del Rosario, dove fanno bella le quindici formelle dei Misteri del Rosario e la statua della Vergine.

Di particolare pregio all’interno della chiesa è il battistero, la cui parte inferiore e il pulpito, datati 1630, sono realizzati in pietra ollare. A fianco della chiesa si trova il cimitero sul cui muro di cinta si osservano antiche lapidi tombali, sulle quali sono ben visibili i segni di casato “huszaiche” (in lingua locale) delle famiglie alagnesi. Nel cimitero invece, dagli anni ’90 del secolo scorso, un fenomeno spontaneo che prese spunto dalla tomba dell’ingegner Arialdo Daverio, benefattore della comunità, ha trasformato il cimitero in piccolo “paese” di mini-case walser, rendendolo unico nel suo genere.

Oratorio di San Nicolao a Pedemonte

(“Z’ KANTMUD”)

La cappella di San Nicolao a Pedemonte ha origini molto antiche: un documento del 1443 ne attesta l’esistenza già nella prima metà del Quattrocento, rendendola uno degli edifici religiosi più antichi dell’area di Alagna. Il santo, molto venerato nelle comunità walser insieme a San Teodulo, era già oggetto di devozione ufficiale nel Seicento, come dimostra un invito di Papa Innocenzo del 1654. L’edificio originario era piccolo e più volte danneggiato da alluvioni e probabilmente da valanghe; nel 1590 risultava angusto e nel 1652 era già compromesso.

 

L’oratorio attuale fu ricostruito nel 1757 e benedetto da don Pietro Ferro. È un edificio semplice, di forma rettangolare con tetto a due spioventi e sacrestia annessa. Nel 1758 fu imbiancato e decorato; la facciata presenta un apparato architettonico dipinto con nicchie raffiguranti i santi Giovanni, Nicola e Pietro, opere dei fratelli Avondo, aiutati da Joan Crolla nel 1862. All’esterno è presente anche una nicchia in pietra ollare che ospitava una statuina policroma di San Nicola con i tre bambini.

All’interno si conserva un frammento di campana del 1656, rinvenuto nel 1948 dopo un’alluvione, che conferma l’esistenza di un edificio precedente in altra posizione. La campana del 1665 è tuttora utilizzata sia per le funzioni religiose sia come segnale in caso di calamità.

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Elemento centrale dell’oratorio è la pala d’altare di Lorenzo Peracino, raffigurante San Nicolao, la Madonna con il Bambino, San Giovanni Battista e altri santi; nell’ancona è rappresentata anche l’antica chiesa distrutta da un evento naturale. Sono presenti inoltre un quadro di San Bruno del 1657, statue di santi e numerosi ex-voto, tra cui due dedicati alla protezione di emigranti da valanghe e pericoli di navigazione.Sopra l’ingresso si trova una balconata lignea per il coro. Il nuovo oratorio ha resistito quasi indenne alle alluvioni e alle valanghe del secolo scorso.Ancora oggi, il 6 dicembre, la festa di San Nicolao (Sa’ Miklosch) è molto sentita: si celebra la Messa, si mettono all’asta le offerte, si distribuiscono mele ai bambini e si mantiene viva la tradizione del santo che, durante la notte, passa con il suo asinello lasciando doni.

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