
La parrocchia di Alagna Valsesia
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Il centro di Alagna è dominato dalla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, riconoscibile per l’alto campanile con la caratteristica guglia appuntita. L’edificio fu costruito tra il 1505 e il 1511 e venne successivamente ampliato e rimaneggiato in epoca barocca, assumendo l’aspetto attuale. Sulla parete absidale è visibile lo stemma valsesiano, raffigurante un’aquila posata su due poggi rocciosi con il fiume al centro, accompagnato dalla scritta “Im Land”, nome di Alagna in lingua walser.
La facciata è decorata con affreschi realizzati dai fratelli Avondo nel 1862, che rappresentano la nascita e la decollazione di San Giovanni Battista; sopra il portale principale è raffigurata l’Annunciazione.
L’interno, suddiviso in tre navate da colonne in pietra grigia, conserva importanti opere d’arte. Tra queste spicca l’altare piramidale in legno scolpito, dorato e dipinto, realizzato nel 1690 da Guala-Molino di Mollia, articolato in più livelli con scene della vita del santo.
A destra dell’altare si sviluppa il gruppo scultoreo dedicato a San Rocco e San Sebastiano, opera dello scultore Alagnese Giovanni d’Enrico, fratello del più famoso Tanzio da Varallo. A destra trovano posto il cinquecentesco altarolo portatile, emozionante esempio della religiosità locale, e il grande crocefisso ligneo cinquecentesco. Alla sinistra dell’altare maggiore, troviamo quello dedicato alla Madonna del Rosario, dove fanno bella le quindici formelle dei Misteri del Rosario e la statua della Vergine.
Di particolare pregio all’interno della chiesa è il battistero, la cui parte inferiore e il pulpito, datati 1630, sono realizzati in pietra ollare. A fianco della chiesa si trova il cimitero sul cui muro di cinta si osservano antiche lapidi tombali, sulle quali sono ben visibili i segni di casato “huszaiche” (in lingua locale) delle famiglie alagnesi. Nel cimitero invece, dagli anni ’90 del secolo scorso, un fenomeno spontaneo che prese spunto dalla tomba dell’ingegner Arialdo Daverio, benefattore della comunità, ha trasformato il cimitero in piccolo “paese” di mini-case walser, rendendolo unico nel suo genere.





